FOLLIA PURA A ROMA: Un Consorzio privato vince un bando comunale e si offre di recuperare un Casale abbandonato, ma il Comune BLOCCA TUTTO!

La storia allucinante che vi andiamo a raccontare oggi si svolge al Torrino, e precisamente nel parco di Viale Città d’Europa. Quello che vedete nella foto è il Casale in oggetto, risalente agli anni ’20, che versa in uno stato di scandaloso, raccapricciante abbandono. Vetri rotti, immondizia, scritte sui muri. Di notte è ricovero di drogati, ubriaconi e sbandati. Qualcuno lo utilizza come discarica personale e non di rado (a giudicare dai cumuli di preservativi che vi si trovano) viene scelto come rifugio per prestazioni sessuali a pagamento.

Sembrava la conclusione perfetta di una storiaccia di decennale degrado. Ma poco prima dell’inizio dei lavori cosa ha fatto il Comune? HA BLOCCATO TUTTO! Pare che il Municipio si sia impuntato e non abbia rilasciato la Scia per la destinazione d’uso commerciale, facendo riferimento al Piano Regolatore che vieta l’insediamento di attività commerciali nelle aree verdi destinate a parco pubblico.

A quel punto è cominciata una insopportabile melina da parte del Municipio che di fatto ha tenuto in scacco il Consorzio per più di un anno, impedendogli di iniziare i lavori. Fino a che, estenuato, il Consorzio ha alzato bandiera bianca e ha rinunciato al progetto, abbandonandolo definitivamente. Nonostante avesse vinto un regolare bando, al Consorzio è stato di fatto IMPEDITO di poter mettere in pratica il proprio progetto!

Il risvolto più grottesco della storia viene dal IX Municipio, il cui vicepresidente si è detto addirittura “sorpreso” dalla scelta del Consorzio di tirarsi fuori. Eppure non ci vuole una laurea per comprendere che se tieni un Consorzio al palo per più di un anno, impedendogli di mettere in pratica il progetto vincitore di un regolare bando pubblico, ci sono eccellenti probabilità che questi possa mandarti affanculo.

In sostanza, il Piano Regolatore, che nelle intenzioni dovrebbe preservare il territorio da scempi e speculazioni, viene qui usato come strumento per MANTENERE IL DEGRADO ESISTENTE impedendo a un Consorzio di recuperare un bene pubblico con un progetto di assoluta qualità. Sarebbe bastato un po’ di buonsenso, una deroga/variante al Piano Regolatore (come ad esempio per lo Stadio della Roma a Tor di Valle), e a questo punto avremmo qualcosa di simile al bellissimo Vivi Bistrot di Villa Pamphili (…che il Comune ha provato strenuamente a far chiudere, ma questa è un’altra storia!).

Il risvolto più grottesco della storia viene dal IX Municipio, il cui vicepresidente si è detto addirittura “sorpreso” dalla scelta del Consorzio di tirarsi fuori. Eppure non ci vuole una laurea per comprendere che se tieni un Consorzio al palo per più di un anno, impedendogli di mettere in pratica il progetto vincitore di un regolare bando pubblico, ci sono eccellenti probabilità che questi possa mandarti affanculo.

In sostanza, il Piano Regolatore, che nelle intenzioni dovrebbe preservare il territorio da scempi e speculazioni, viene qui usato come strumento per MANTENERE IL DEGRADO ESISTENTE impedendo a un Consorzio di recuperare un bene pubblico con un progetto di assoluta qualità. Sarebbe bastato un po’ di buonsenso, una deroga/variante al Piano Regolatore (come ad esempio per lo Stadio della Roma a Tor di Valle), e a questo punto avremmo qualcosa di simile al bellissimo Vivi Bistrot di Villa Pamphili (…che il Comune ha provato strenuamente a far chiudere, ma questa è un’altra storia!).

Ma come si fa anche solo a pensare di chiedere a un Consorzio di recuperare un’area pubblica vietandole qualsiasi attività commerciale, quindi senza che questo ne abbia un ritorno economico? Forse dal Comune (e dal Municipio) si aspettavano che qualcuno volesse accollarsi le spese di restauro e manutenzione del Casale “aggratise”? Forse cercavano un Mecenate che regalasse soldi al Comune?

Domande senza risposta. Ma si va avanti, domani è un altro giorno e ci sveglieremo ancora con il Casale degli orrori devastato dai vandali e con i bambini che giocano tra vetri rotti, cumuli di monnezza, profilattici e siringhe.

Così ha voluto il Municipio!

Visits: 143

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *