Turismo a Roma: bassa qualità e “mordi e fuggi”. Sullo sfondo la mancata regolamentazione dei “soggiorni alternativi”, un buco da 50 Mln nelle casse del Comune.


Sul Turismo e sulle classifiche annuali rilasciate da Istituti di ricerca abbiamo più volte parlato.


Più volte abbiamo detto che i dati, specie in questo settore, vanno incrociati e compresi. Più volte abbiamo detto che spesso i dati sono delle “autocertificazioni” e servono alle Città per promuovere il loro “brand” nel mondo.

Marketing puro.


Negli anni abbiamo provato a venirne a capo. Abbiamo sempre evidenziato l’importanza, per una città, di possedere infrastrutture adeguate, attrazioni sia per i viaggiatori d’affari che di piacere ed eventi e aspetti culturali importanti.

La strategia chiave per Roma, meta turistica matura, è diversificare: puntare sulle proprie eccellenze, sul turismo di nicchia, sulla propria cultura e sui propri tesori.

Non si sta facendo nulla di tutto questo. Ed è grave.


A Roma il turismo è percepito come affare di pochi e i romani lo trovano spesso fastidioso.



Il turismo romano è prevalentemente di bassa qualità, confusionario e poco redditizio.
I dati Mastercard su Roma possono darci alcune interessanti indicazioni su questo.


Quali sono le categorie di spesa?
Pernottamento, cibo ed enogastronomia sono sul podio. Segue lo shopping e la forbice con Milano è importante: 24,5% dei meneghini contro il 19,6% a Roma.


A Roma, sempre dati Mastercard, si registra una netta prevalenza dei viaggi di piacere, circa l’85%, e 15% viaggi d’affari. Altra indicazione utile per comprendere il flusso intercettato e lo stato dell’economia di una Città.

Dai dati, che dovrebbero studiare in Comune, si possono prendere elementi relativi ai pernottamenti e comprendere i motivi per i quali a Roma ci si ferma di meno di altre Città.

Come detto sopra, i dati vanno incrociati e grazie a questo meraviglioso giochino puoi scoprire, come ha fatto l’Ente bilaterale del turismo del Lazio nel suo ultimo rapporto, che a Roma mancano all’appello 13 milioni di pernottamenti su 57 milioni totali e dalle casse 50 milioni di tassa di soggiorno non versata.

Questione ovviamente già affrontata da altre Capitali, come Parigi tanto che il nostro assessore al ramo, Cafarotti, sogna quella Città.

Il problema è nazionale e locale e andrebbe affrontato, a nostro modestissimo parere, in maniera sinergica tenendo conto di tre elementi:
a) quello dei soggiorni “alternativi” è un fenomeno globale e ci dispiace dare questa notizia agli albergatori nostrani

b) i regolari vanno premiati e non tartassati: intercettano una domanda specifica e portano gente in Città.

c) gli abusivi puniti senza pietà.

Il futuro del Turismo a Roma è il futuro della Città. Non si scherza.

Redazione RR

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