L’unica speranza per Roma? Il progetto Stadio! E ovviamente c’è chi nella giunta vuole farlo saltare…

In una Capitale ormai alla canna del gas, senza futuro né prospettive, il progetto Stadio a Tor di Valle rappresenta forse l’ultimo possibile barlume di speranza di rilancio per la città. E francamente non si capisce come mai la giunta Raggi, dopo aver falcidiato il progetto dimezzando l’entità dell’investimento, e rinunciato a non so quante centinaia di milioni di euro di opere accessorie, continui, in maniera del tutto irresponsabile, a non dare alcuna garanzia in merito al buon esito della trattativa. Come si fa a non cogliere l’importanza di un progetto simile, che va ben oltre lo Stadio in sé?

Andiamo ad analizzare alcuni vantaggi che il progetto porterebbe.

1) Posti di lavoro: un investimento da 700 milioni di euro (erano più di un milione e mezzo), porterebbe almeno 6mila nuovi posti di lavoro (12mila ne avrebbe portati, prima della sciagurata mannaia calata sul progetto ad opere dalla giunta Raggi, ma vabè…).


2) La riqualificazione di una intera area abbandonata, attualmente ridotta ad un acquitrino paludoso qua e là disseminato di mini-discariche. Nel progetto Stadio è previsto un parco fluviale di 50 ettari, fruibile a tutti, e un parco urbano attrezzato a ridosso della struttura sportiva di 7 ettari. In più, la bonifica e messa in sicurezza della Marrana del Vallerano e del Quartiere Decima, oggi soggetto a devastanti allagamenti (trovandosi sotto la quota del Tevere).


3) La realizzazione, dopo tanto tempo, di opere di alta architettura: Ok, i grattacieli dell’archistar Libeskind sono stati eliminati dal progetto, ma allo stesso Libeskind è stata affidata la realizzazione della business area. E il progetto del nuovo Stadio, realizzato dallo studio Dan Meis, ha recentemente vinto il prestigioso premio World Stadium Congress per il suo design di assoluta qualità.


4) Le infrastrutture accessorie allo Stadio. Il Ponte dei Congressi, che al di là del suo utilizzo in funzione Stadio ricucirebbe due interi quadranti della città oggi separati (bypassando il viadotto della Magliana ormai al collasso), e soprattutto la riprogettazione della Roma-Lido, tratta potenzialmente fondamentale per unificare tutta l’area a Sud di Roma, che potrebbe fungere da collante tra il centro e il mare, oltre che servire tantissimi pendolari che, in caso si istituisse un servizio decente, potrebbero finalmente dire addio alla macchina. Attualmente versa in uno stato di tale sfacelo da venire più volte citata come peggiore linea ferroviaria d’Italia. Treni scassatissimi, tempi di attesa estenuanti e corse che saltano di continuo. Con il progetto Stadio, privati e Regione si impegnano a rifare buona parte delle stazioni, ad acquistare nuovi mezzi arrivando alla frequenza di un treno ogni 4 minuti. Una rivoluzione, che trasformerebbe di fatto la tratta in una linea metropolitana vera e propria.


5) La realizzazione di un secondo polo turistico diffuso, sulla direttrice Roma-Ostia. Non è un mistero che lo Stadium di Torino sia a tutt’oggi una delle principali mete turistiche della città, visitato ogni giorno da migliaia di persone. Lo Stadio della Roma, pur privato dell’elemento architettonico di maggior richiamo (le Torri di Libeskind) ha tutte le carte in regola per diventare una meta turistica vera e propria, e non solo per il tifoso. Grazie soprattutto alla trasformazione della Roma-Lido in metropolitana leggera, si potrebbe creare una direttrice unica che, con un unico biglietto, unisca Porta San Paolo e la Piramide di Caio Cestio, la Basilica di San Paolo, l’EUR, lo Stadio, le rovine di Ostia Antica e, soprattutto, Ostia Lido. Se ne parla sempre troppo poco, ma un collegamento veloce ed efficiente tra il centro di Roma e il mare rappresenterebbe un volano incredibile per attrarre investimenti utili allo sviluppo di Ostia, e per aumentare il numero di giorni di permanenza media del turista a Roma. Un domani chiunque potrebbe, rimanendo nel circuito delle metropolitane, spostarsi dal centro di Roma al mare in poco più di mezz’ora.

le Torri di Libeskind


Queste sono solo alcuni dei vantaggi, diretti e indiretti, che il progetto porterebbe con sé. In questi mesi abbiamo assistito a distinguo e dubbi da parte della giunta, con autorevoli esponenti del Movimento Cinque Stelle che hanno attaccato in ogni modo il progetto tentando di sabotarlo (addirittura provando a negare la pubblica utilità del progetto!). Sono 8 anni che Roma ha un capitale immenso da investire nello sviluppo della città. Cosa aspettiamo ad accoglierlo a braccia aperte?

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