LA NOSTRA SANITÀ:UN MIRACOLO CHE SI RIPETE OGNI GIORNO

Evviva la sanità italiana.



In questo periodo non si fa che elogiarla.
Ed è giusto e sacrosanto.
Ma la sanità funziona perché ci sono gli operatori sanitari che la fanno funzionare.


Non dimentichiamolo mai.


Le strutture sono spesso inadeguate e fatiscenti, i problemi infiniti, ma si va avanti perché si crede in ciò che si fa e perché non ci si può fermare.
Mai.


Opero nella sanità da trentacinque anni.
Prima all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, poi al Policlinico Umberto I in cui si è svolta la gran parte della mia vita lavorativa.


In questo lungo tempo ne ho viste di tutti i colori.


Difficoltà di ogni genere, problemi infiniti, estenuanti.


Ricordo quando ho montato le mensole che ho “fregato” durante i lavori di ristrutturazione di casa dei miei genitori o quando mia moglie ha montato le zanzariere alle finestre mentre io verniciavo i muri del laboratorio.


Per non parlare del riciclo di ogni cosa, dalle scatole dei cioccolatini usate come porta-provette a perfino due quadri trovati abbandonati in un cassonetto usati per abbellire la grigia sala d’aspetto e celare allo sguardo dei pazienti cassette elettriche scoperchiate.


Ricordo la lotta per avere un condizionatore e il mio sfogo sulle pagine del Messaggero senza il quale forse oggi sarei ancora a lavorare d’estate con 40°C, mentre lanciavo strali e anatemi contro i politici che si lagnavano per non avere il gelato fresco in Senato.
Ricordo le collette coi miei colleghi per la cancelleria, gli acquisti su Amazon di toner per la stampante, i miracoli per risparmiare reattivi, gli stratagemmi incredibili e i sacrifici per non mandare tutto all’aria e difendere il sacrosanto diritto del paziente ad essere curato.
Ci siamo pagati anche i controlli di qualità con i quali siamo chiamati ogni anno a cimentare la qualità del nostro lavoro senza la cui certificazione non potremmo operare.

Abbiamo risultati comparabili con le migliori strutture europee e questo solo grazie alla nostra determinazione e allo spirito di sacrificio che occupa la maggior parte del nostro lavoro.


E come noi, tanti altri.


Camminiamo su pavimenti rotti rabberciati con lo scotch, pareti che si sgretolando piene di muffa, percorrendo silenziosi ogni giorno sotterranei dove è difficile anche respirare e dove non si vede mai il sole.
Operiamo con coscienza zigzagando tra ostacoli che nessuno conosce e di cui possiamo parlare solo tra noi, perché ci vergognamo di raccontarli anche alle nostre famiglie.
Voi vedete solo il finale di questa storia difficile e tormentata.


Spesso protestate e ci additare come colpevoli di disservizi e lungaggini infinite.
Non sapete cosa significhi lottare ogni giorno, ogni ora, ogni minuto contro muri di gomma o peggio contro il niente, perché nessuno ti ascolta.


Ma i problemi non aspettano, vanno risolti e subito.


A nessuno interessa il come, fallo e basta.
Siamo uomini e donne che paesi più attenti e civilizzati non hanno per la loro capacità di inventare, affrontare, risolvere ogni tipo di ostacolo in ogni situazione.
Anche quelle impossibili.
Perché noi, a differenza degli altri, usiamo il cervello per sopravvivere e farvi sopravvivere molto più degli altri che hanno mezzi e non devono pensare.


Non abbiamo alternative.
Dobbiamo creare dal nulla.


La sanità italiana funziona per questo.
Grazie, davvero grazie, a tutti questi italiani e italiane, medici, biologi, infermieri, tecnici, amministrativi, di cui non sapete nulla, ma ai quali dovete essere grati perché sono gli eroi nascosti del nostro splendido, unico Paese.

Luca Laurenti, Biologo e Rappresentante Civico RR

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