Incredibile! Lettera del Coronavirus: riceviamo e pubblichiamo

Ciao,
sono il Coronavirus.


Credo non ci sia bisogno di presentazioni.
Di me sapete tutto o quasi.


Volevo solo dirvi due paroline, tanto per chiarire un paio di concetti.


Sapete, non dovreste trattarmi male.
Io vi ho fatto dimenticare i vostri problemi quotidiani, le magnate di Salvini, gli sgambetti di Renzi, la grammatica di Di Maio, il nulla di Conte, insomma vi ho distratto parecchio e questo non è poco.


Voi mi ripagate con spot su come lavarvi le mani, amuchina, varechina, alcol, mascherine, quarantene, isolamenti.


Fate di tutto per cancellarmi.

Evidentemente volete tornare a soffrire, a odiare, accusare, denunciare, scannandovi gli uni con gli altri senza mai riuscire a trovare soluzioni, perennemente divisi e in guerra gli uni con gli altri.


Proprio ora che siete uniti, che vi ho uniti.
Siete masochisti, non c’è che dire.
Avete un’occasione unica e la state sprecando in questo modo.
Certo, ora avete grossi problemi che sarà difficile risolvere: turismo a picco, borse a picco, impiego a picco, sanità a picco.
Non poche emergenze, insomma.
Ma non è colpa mia.
È colpa vostra.


Io sono un semplice virus.


Stavo nei pipistrelli, non mi si cagava nessuno.


Avete incasinato le cose a tal punto che ho dovuto cambiare alloggio.


E chi meglio dell’uomo?


Se avessi scelto i pappagalli o i procioni non mi sarei mai divertito come adesso.
Quelli mica sparano le cazzate che sparate voi umani!


C’è da sganasciarsi ogni secondo, vuoi mettere…


I cinesi sono stati facili da occupare.
A parte che sono una marea e quindi non c’è il problema della scelta e poi sono presenti in tutto il mondo, quindi sono l’ideale per chi vuole proliferare.

Se avessi scelto un maltese o uno del Liechtenstein, mi sarei estinto dopo una settimana.


Invece così ho girato il mondo.


E sono arrivato in Italia.


Un colpo di fortuna incredibile.


E certo, con la classe politica, i giornalisti e i tuttologi della domenica che c’avete…
Invece di stemperare, ridimensionare, placare, sdrammatizzare, quelli hanno fatto il contrario esatto, un vero autogol.


Pur di emergere, dire ognuno la sua, prevaricare l’altro, ridicolizzare l’avversario, insomma far sentire una voce che in altre occasioni nessuno si filerebbe, dato lo spessore intellettivo, l’hanno sparate sempre più grosse con l’unico scopo di attenzionarsi a una opinione pubblica che di loro ha una considerazione che neanche è misurabile, tanto è inconsistente, ma in questo modo hanno causato un panico mondiale che si è tutto concentrato su di voi.


Ed ecco il patatrac galattico.


Ma voi italiani siete stupendi.
Se i vostri governanti non vi apprezzano, io vi amo, vi adoro.
Perché siete…. troppo.
Troppo di tutto.


Esagerati e irrazionali in tutte le vostre manifestazioni.


Saccheggiate i supermercati, le farmacie, disertate cinema, teatri, ristoranti, vi barricate in casa e poi fate foto delle vostre dispense traboccanti generi alimentari che caricate sui social per rassicurare che sopravviverete all’invasione aliena.


Dichiarate in mondovisione tutto e il contrario di tutto.


Parlate ai microfoni in stanze vuote indossando, pure male, mascherine che forse pensate proteggano il telespettatore dai vostri sputi.


Sembra godiate nel rendere più drammatica una situazione che vi dovrebbe vedere uniti nella sua serena circoscrizione.


E, cosa ancora peggiore, usate la drammaticità che create voi stessi per fini politici, in modo da dare un calcio, invece che tendere la mano, a chi già affoga per la sua incapacità intellettuale e politica di gestire la contingenza.


E il mondo vi guarda.
Il mondo vi giudica.
Il mondo trae le sue conclusioni.
E questo mondo ora vi scansa, vi accusa, vi emargina, vi evita.


Ragazzi, vi state suicidando.


Vi state uccidendo.

Nessuno vuole venire più da voi, nessuno vi vuole in casa propria.


Vi chiudono i confini, vi cancellano i voli, vi considerano untori, dicono ai loro compaesani di stare alla larga da voi.


Non dicono più “italiani pizza, spaghetti, mafia e mandolino”.
Dicono “italiani peste”.
Non è che sia più carino..
Ma insomma, vi volete svegliare, sì o no?


Volete ancora vedere alberghi, ristoranti, cinema, teatri, vuoti?


Volete vedere gente che perde il lavoro?

Imprese che falliscono ?


Io non credo, no?
Guardate, io vi dico queste cose perché mi state simpatici.

Vado contro i miei interessi.


Ma non vi posso vedere ridotti così.


È troppo anche per me.


Avete il paese più bello del mondo, il cibo più buono del mondo, il vino più buono del mondo, avete il parmigiano, il tiramisù, le Dolomiti, la Sardegna, il Colosseo, Matera, Piero Angela, il cielo più azzurro del mondo, il sorriso più bello del mondo, l’accoglienza più calda del mondo, l’ingegno più sviluppato del mondo, la storia più ricca del mondo.


Voi siete italiani.


Dovete esserne orgogliosi.


Io sono anche disposto a scomparire.
Sono un virus, non ho grandi velleità.
Ma voi dovete vivere.

Prendete in mano la vostra vita, toglietevi le mascherine, riempite alberghi, musei, cinema, teatri, ristoranti, viaggiate, uscite per le strade, camminate, gesticolate, parlate, ridete, come sapete fare solo voi.


Fatevi vedere, sentire, fatevi amare.
Torneranno da voi, tutti.
Perché in fondo la loro è solo invidia.
Perché voi siete italiani.
Non lo dimenticate mai.
E neanche il mondo lo dimenticherà.

Il coronavirus

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