Il primo caso di Coronavirus in Europa mappato in Germania il 24 Gennaio. E se non fossimo noi gli untori?

Per i media stranieri a traino dei nostrani l’Italia è l’untore d’Europa e del mondo, responsabile principale dell’epidemia del nuovo coronavirus Covid-19. I casi riscontrati in Austria, Croazia, Grecia, Svizzera e poi ancora in Danimarca, Estonia, Lituania, Paesi Bassi sino ad arrivare a quelli in Nigeria, India e Messico, sarebbero tutti legati in qualche modo al nostro Paese, o per colpa di turisti italiani o per stranieri che hanno soggiornato per qualche tempo da noi.

I danni fatti dalla CNN sulla diffusione del virus con l’immagine dell’Italia paese untore sono indescrivibili.

Ma, come scritto ieri, sono stati i quotidiani nostrani a fare a gara nel trovare i link della diffusione del virus con il Bel Paese.

Siamo dunque noi italiani i primi ad aver diffuso il virus in Europa e poi in buona parte del mondo? L’ipotesi sembrava poco credibile.

Infatti, per chi studia la diffusione del virus, grazie alla mappatura del suo genoma, le cose non sarebbero esattamente così.

Tutto parte da un articolo apparso sul New England Journal of Medicine il 30 gennaio scorso.

Nella ricerca scientifica viene descritto quanto capitato in Germania, a Monaco di Baviera, pochi giorni prima, intorno al 24 gennaio, quando un uomo d’affari di 33 anni ha cominciato ad accusare malori, tosse e febbre alta, ma poi si è quasi subito sentito meglio tornando così a lavoro il giorno 27.

Si evidenzia che il primo caso tedesco, prima dell’insorgere dei sintomi, ha partecipato a diverse riunioni con una partner cinese della sua compagnia vicino a Monaco il 20 e 21 gennaio. La donna, originaria di Shangai, ha visitato la Germania tra il 19 ed il 22 senza aver alcun tipo di sintomo.

Tornata in Cina, è stata trovata positiva al test per il Covid-19 il giorno 26.

Il 28 gennaio altri tre impiegati della ditta tedesca sono risultati positivi per il virus e di questi uno ha avuto contatto diretto con il “paziente 2”, il manager tedesco, gli altri due con il “paziente 1”, la donna cinese.



Lo studio scientifico, oltre a certificare come la malattia sia sbarcata in Europa passando dalla Germania, che insieme alla Francia ha visto i primissimi casi di Covid-19 certificati, evidenzia dunque la possibilità di contagio da parte di soggetti asintomatici.

L’averne mappato la sequenza genetica, infatti, permette di ricostruire “l’albero genealogico” del virus e di individuare quindi i ceppi originari da cui si sono separati i ceppi locali, e nel grafico c’è una sorpresa: il virus italiano, indicato come CDG1/2020, sembra discendere, così come altri ceppi tra cui quello svizzero, finlandese, scozzese, brasiliano e messicano, proprio da quello tedesco originatosi nella Baviera, indicato come BavPat1/2020, o comunque avere un “parente comune”, ragionevolmente derivante dalla cinese sbarcata a Monaco.




È quindi molto probabile che l’epidemia, o pandemia come l’hanno definita proprio i tedeschi, si sia diffusa proprio dalla Germania e da quel contatto con la manager cinese.

La coincidenza: proprio in quel periodo la tv di Stato tedesca Deutsche Welle ha evidenziato l’incremento dei casi di “influenza” in Germania, praticamente raddoppiati: dai 40mila di inizio stagione a 80mila, in appena due settimane.

I tempi sono coincidenti con l’incubazione e la cosa spiegherebbe anche i bassi numeri dichiarati dagli “amici” tedeschi ieri.

A voi…

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